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... e inizi della Comunità

... e inizi della Comunità Reggio 1990 ... e inizi della Comunità Val D'Aosta 1990 ... e inizi della Comunità Reggio 1991, Triduo di gruppo ... e inizi della Comunità Reggio, la Madonna delle scale ... e inizi della Comunità Reggio, scala della sacrestia ... e inizi della Comunità Un mese prima della morte
Il 7 ottobre 1972, memoria della Beata Vergine del Santo Rosario, p. Giovanni fa il suo ingresso nel Santuario di Nostra Signora di Reggio in Vernazza (SP) e dopo poco è nominato esorcista della diocesi.
La casa è fatiscente e il padre, con costanza, inizia a interessarsi per rendere abitabile l’edificio. Conduce vita austera, volendo rispondere in modo radicale alla chiamata di Dio. Mosso dal desiderio di nulla anteporre all’amore di Cristo, nel silenzio, separato dal mondo, nella povertà e nella penitenza, conduce uno stile di vita ritmato dalla preghiera che alterna al lavoro manuale e intellettuale. Al centro delle sue giornate c’è la Celebrazione Eucaristica: mentre celebra il sacrificio supremo del Calvario, insieme a Cristo, offre se stesso.
La sua casa è aperta all’accoglienza di quanti bussano alla sua porta e col passare degli anni il santuario inizia a rifiorire. Il padre assume la direzione spirituale di un numero sempre crescente di anime. Con la sua attività di scrittore documenta giorno per giorno le meraviglie operate da Dio in questi anni, densi di amore e di solitudine, nell’attesa che la terra doni il suo frutto.
Scrive: “Ecco gli anni in cui il Signore ha gettato le basi: quando poi giudicherà opportuno inizierà l’opera sotto lo sguardo compiacente di Maria Immacolata, Madre nostra dolcissima. [...] Eccomi solo, in un’esperienza nuova della mia vita. Desidero fare la santa volontà di Dio e basta. Non guardo al futuro che potrebbe anche spaventarmi, non penso al passato, non mi fermo neanche al presente... M’abbandono al cuore santissimo di Gesù e a quello immacolato della Mamma. Qui siamo rimasti noi tre: migliore compagnia non potrei avere [...]. Ho bisogno d’immolarmi. [...]
Credo all’Oasi e alle persone che qui verranno.
Credo a una fioritura di santità attraverso quest’opera.
Credo che devo soffrire tanto, tutto per la sua realizzazione.
Credo che l’aiuto non mi verrà dagli uomini, ma da Dio.
Credo che nella solitudine, nel silenzio e soprattutto sulla croce lui mi prepara alla mia missione.
Credo contro ogni apparenza e contro ogni speranza
”.

Con il passare degli anni inizia a salire al santuario sempre un maggior numero di persone in ricerca. Nel 1986 si costituisce un gruppo di fedeli che si incontrano mensilmente per giornate di ritiro. All’interno di questo gruppo nascono delle vocazioni. Nel 1991, col benestare di mons. Giulio Sanguineti, p. Giovanni dà inizio a una piccola comunità di sorelle.
Colpito nella salute, prima da un tumore, poi da un ictus cerebrale che lo limita nella capacità di esprimersi con la parola, poi da un secondo tumore il padre rimane silenziosamente accanto alla Comunità nascente, sostenendola con la preghiera e con l’esempio di una vita santa.
Il 12 maggio 1998 muore dopo aver benedetto per l’ultima volta la Comunità riunita intorno al suo letto.
Alla Fraternità continuano a far riferimento figli spirituali di p. Giovanni, che si riuniscono mensilmente per incontri di preghiera.

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